QUANTO DURA UNA BATTERIA PER AUTO
Consigli utili per una buona manutenzione

News Fiamm 18 lug 2019


Una delle cause principali del detoriamento delle batterie che compromette la loro durata è la famosissima SOLFATAZIONE , la causa di questo micidiale processo chimico è dovuto in particolare modo dall’inutilizzo poiché se le batterie vengono accantonate o inutilizzate per periodi medio lunghi con poca carica al loro interno le batterie si deteriorano molto velocemente.

Che cosa succede? Nel periodo in cui la batterie rimane ferma a inizio il processo di auto scarica che è comune in tutte le tipologie di batterie, più tempo rimane inutilizzata e meno energia troveremo al suo interno quando andremo a prenderla, è proprio nell’arco di tempo in cui la batteria rimane inutilizzate che avviene la SOLFATAZIONE .

La solfatazione è la formazione di cristalli di solfato di piombo che vanno a ricoprire la superficie delle pietre di piombo in modo tale da impedire il processo elettrochimico senza il quale la batteria diventa inerte, cioè non è in grado di produrre corrente elettrica. La solfatazione è un processo abbastanza veloce ed è inversamente proporzionale alla percentuale di carica che è presente all’interno dell’accumulatore, più è scarica la batterie e più veloce sarà la solfatazione.

Cosa si può tentare di fare?
Per attuare la desolfatazione è necessario attivare un processo forzato che restituisca l'iniziale densità della soluzione elettrolita, è possibile farlo applicando degli impulsi di corrente in gradi di disaggregare i cristalli formatisi per poter riprtistinare le condizioni ottimali della batteria.

In pratica è necessario provare a ricaricare immediatamente la batteria e, dopo aver svitato i tappi, è importante controllare che il liquido al suo interno inizi a fare delle piccole bollicine su tutti e 6 gli elementi.
Se dopo alcune ore si iniziano a vedere delle bollicine che si muovo abbastanza velocemente le speranze di recuperare la batteria aumentano notevolmente e questo avviene poiché i cristalli che in precedenza si erano formati sulla superficie delle piastre di piombo iniziano a sciogliersi permettendo così il processo elettrochimico.


Se si possiede un densimetro il processo di ripristino della batteria può avvenire in maniera migliore, poiché controllando tutti gli elementi si può capire quanta “carica” è rimasta all’interno di ogni singolo elemento. Questo procedimento dovrà essere ripetuto alla fine della fase di ricarica per verificare che tutti e sei gli elementi siano carichi al 100%.


Per evitare la solfatazione basta caricare la batteria in maniera ottimale prima dell’inutilizzo, poi bisogna caricare periodicamente ( oggi 2 mesi ) la batteria in modo tale da mantenere la batterie sempre carica, solo così non l’accumulatore non andrà incontro alla solfatazione.

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si attiva un processo forzato che va a restituire l'iniziale densità della soluzione elettrolita attraverso l'applicazione di particolari impulsi di corrente che disaggregano tali cristalli (rottura dei legami molecolari tra ione piombo e ione solfato acido) consentendo alla batteria di ripristinarne le condizioni.
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