Meno Spostamenti in Italia
Come il Covid influenza la mobilità

Da uno studio Istat in Italia è emerso che il Covid-19 continua ad avere un’influenza sul nostro modo di muoverci, di spostarci.
L’osservazione dell’Istituto Nazionale di Statistica si è svolta su un campione di studenti maggiorenni e lavoratori. Questo è il quadro che è emerso in questo autunno: gli spostamenti per studio e lavoro sono sempre a livelli moto bassi; è in aumento l’uso dell’automobile, mentre cala quello del trasporto pubblico.
Se prima della pandemia oltre l’80% degli studenti maggiorenni e dei lavoratori si spostava almeno 5 giorni a settimana per gli impegni di studio e lavoro, adesso questa percentuale è scesa al 68% circa.
D’altre parte, anche a livello generale e non per motivi di studio e lavoro, si registra ugualmente un calo degli spostamenti: oltre il 10% degli intervistati non ha effettuato nei mesi autunnali alcuno spostamento.

Il Coronavirus ha dunque cambiato le nostre abitudini: meno spostamenti in generale, vista la possibilità di lavorare e studiare anche da casa, e meno mezzi pubblici, per l’ovvio motivo di evitare luoghi e situazioni che potenzialmente determinano assembramenti.

Quest’ultimo dato, purtroppo, incide negativamente sull’ambiente. Dopo anni di campagne di sensibilizzazione ad un uso consapevole dell’automobile e a favore di una mobilità alternativa più ecologica e sostenibile, siamo tornati a fare un passo indietro.
Gli spostamenti sono sì diminuiti, ma scende del 5% il numero delle persone che si affidano al trasporto pubblico, andando ad incrementare la mobilitazione di mazzi privati.



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